Film danza - Diego Minoia Blog - Diego Minoia - musicista e scrittore

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Film: Stepping - Dalla strada al palcoscenico

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Tags: filmdanzastepping

Stepping - dalla strada al palcoscenico (titolo originale: Stomp the Yard) è un film del 2007 per la regia di Sylvain White.

Si tratta del classico film giovanilista che bada ad accontentare una precisa fascia di adolescenti, da una parte mettendo in evidenza il senso di ribellione del protagonista e dall'altro (non dimentichiamo che si tratta di un prodotto commerciale americano) con un lieto fine moralmente e socialmente "corretto".
La colonna sonora vede una sequenza di brani di "genere" con la presenza di qualche nome noto anche ai non addetti ai lavori (per esempio: E-40, Public Enemy) ma i brani non brillano certo per originalità e interesse.
La storia è trita e ritrita: il giovane nero e violento (ma in fondo è un bravo ragazzo) che vede morire il fratello in uno scontro tra bande, l'occasione di cambiare vita offertagli dagli zii che lo ospitano e lo iscrivono al college, gli scontri con il nuovo ambiente (dove però trova subito chi lo apprezza e lo aiuta), l'inevitabile storia d'amore, le difficoltà create dagli adulti (il preside del college e padre della sua nuova fiamma) e il finale trionfale in cui tutto termina in gloria.
Ogni aspetto della trama, dal carattere dei personaggi alle ambientazioni, dalle vicende narrate alla credibilità dei comportamenti, viene trattato con stucchevolezza e superficialità.
Un film che potrà entusiasmare i ragazzi amanti del genere stepping/ hip hop ma che non ha nulla da dire o da dare ad un pubblico più consapevole (anche musicalmente).
Ridicole le esibizione dei gruppi di stepping e le loro organizzazioni da soldatini obbedienti al "capo branco".





Ti va di ballare? - Film sulla/con la danza

Pubblicato da in Film danza ·

I film sulla/con la danza sono numerosissimi.
I film BELLI sulla/con la danza pochissimi.
Ti va di ballare? (titolo originale Take the Lead), film del 2006 prodotto negli Stati Uniti per la regia di Liz Friedlander (già realizzatrice di alcune videoproduzioni su gruppi musicali come i R.E.M., i Blink 182 e Ceéline Dion) pur essendo un piacevole passatempo per gli amanti della coreutica, non rientra certamente nella definizione di film imperdibile.
Pieno di luoghi comuni e di meccanismi narrativi banali, tipici di molto cinema americano per altro, si salva per alcuni elementi che riescono a dare un contributo positivo: l'eleganza di Banderas, il protagonista della storia, alcune scene di ballo (anche se esageratamente montate in stile videoclip pop), e la musica.
Veramente azzeccata, e per me la migliore dell'intero film, tutta la sequenza iniziale in cui, sui titoli di testa, si alternano le immagini dei due mondi che nel corso della storia verranno ad incontrarsi: quello elegante e raffinato del Maestro di ballo da sala Pierre Dulaine e quello dei ragazzi di uno dei quartieri-ghetto di New York.



Il valore aggiunto di questa sequenza è rappresentato dalla musica che l'accompagna: una versione di I got RhYthm, la canzone di George e Ira Gershwin creata nel 1930 per il musical Girl Crazy e divenuta nel tempo uno degli "standard" più usati nel jazz.
La bravura di due musicisti creatori della colonna sonora di Ti va di ballare? riesce a rendere attraverso i suoni patinati di questa canzone in versione orchestrale la visione del mondo di Dulaine/Banderas, mentre una versione hip-hop dello stesso brano si alterna accompagnando scene di vita nei miseri appartamenti del ghetto.
La trama si ispira ad una storia vera: Pierre Dulaine, Maestro di ballo da sala, veramente si impegnò per offrire ai giovani delle scuole nei quartieri degradati una possibilità di riscatto e crescita personale attraverso il ballo.
Nel film, purtroppo, tutto diventa da una parte troppo semplicistico e dall'altra troppo melenso.
I ragazzi della scuola vengono dapprima dipinti come delinquenti incalliti, tanto che vengono "reclusi" in un'aula sotterranea di punizione, e poi, invece si arrendono quasi senza battere ciglio alla proposta di imparare a ballare il Tango, il Valzer e gli altri balli da sala.



Quello che, nel film, fa scattare la decisione dei ragazzi di imparare a danzare è l'offerta di partecipare ad una competizione con in palio 5000 dollari.
Decisamente irreale come situazione.
Anche tutto il mondo della scuola e dei principi educativi viene mostrato con la solita superficialità e rozzezza (in questo anche in Italia non siamo da meno nella rappresentazione di queste tematiche).
La preside burbera ma sensibile, il professore rigidamente legato alle regole ... e poi lui, Banderas, che con la sua gentilezza e dolcezza esageratamente ostentata per tutto il film, riesce nel miracolo di addomesticare i ragazzi e portarli, quasi, al successo.

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The company - film sulla danza

Pubblicato da in Film danza ·

The company, film del 2003 con la regia di Robert Altman (lo stesso di Nashville, di cui ci occuperemo in un prossimo post).



Tutto il film, ambientato a Chicago presso la prestigiosa Joffrey Ballet Company (erede e continuatrice della danza moderna americana ispirata da Isadora Duncan), ruota intorno al personaggio del Direttore (italiano) della Company, con le storie incrociate di alcuni dei danzatori che preparano e mettono in scena i balletti previsti nella stagione degli spettacoli.
Tra sudore, rivalità e storie d'amore incrociate, Alberto Antonelli (alter ego di Gerald Arpino, vero direttore artistico e co-fondatore del Joffrey) guida la Compagnia con un occhio attento ai costi ed agli sponsor e l'altro rivolto ai risultati artistici ed alle potenzialità dei suoi giovani danzatori.



E' un bel film, corale come i migliori di Altman, che ci mostra, in sequenze sempre movimentate e spezzettate, tanti frammenti di un puzzle che noi spettatori possiamo comporre e interpretare secondo la nostra sensibilità e competenza.
Sono rappresentati tutti gli aspetti del mondo del balletto in salsa statunitense, con le sue luci e le sue ombre: la passione ma anche il business, il sudore ma anche le soddisfazioni del successo, le ambizioni ma anche il secondo lavoro dei danzatori nei bar di Chicago, la tenacia ma anche la fragilità fisica ed emotiva dei personaggi ...



Non un film, non un documentario, ma un po' l'uno e un po' l'altro con il plus di scene relative alle prove ed all'allestimento dei balletti e sequenze degli stessi balletti realizzati in scena.
Un film da vedere per chi ama la musica, il balletto, l'arte.

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