Sveva Borghini su Librierecensioni.com - Diego Minoia - musicista e scrittore

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Sveva Borghini su Librierecensioni.com

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I Mozart, come erano - Volume 1
Una famiglia alla conquista dell'Europa
di Diego Minoia
Casa Editrice: Pubblicazione indipendente - 340 pagine
Formati disponibili: ebook
Genere: Biografia

Trama:
In un secolo dominato da sovrani assolutistici e aristocratici prepotenti, la famiglia Mozart attraversa l'Europa alla ricerca di una consacrazione artistica e di un impiego prestigioso. Basteranno l'ambizione del padre Leopold e la genialità del figlio Wolfgang per raggiungere l'obiettivo? Il racconto della loro vita nei viaggi europei fino ai tre viaggi in Italia, seguendoli passo passo, per conoscerli e per capirli.

Recensione:
"I Mozart, come erano" si presenta quale interessante e imponente (il primo volume consta di 340 pagine totali) autopubblicazione a cura dell'autore Diego Minoia, edita nel 2020. L'opera è costituita da due volumi in totale, come ci racconta l'autore nelle prime pagine di presentazione ma, in tale contesto, ci soffermeremo a delineare le caratteristiche del primo.
Questa prima parte de "I Mozart, come erano" si concentra nel periodo storico che va dal 1747 al 1766. Inoltre, dal piano dell'opera illustrato al lettore, è possibile rintracciare l'esistenza di un'ulteriore sotto-suddivisione in 6 parti, ognuna dedicata a un'argomentazione specifica.
Minoia informa subito ciò che caratterizza il suo testo: l'unicità.
Infatti, l'autore spiega che la nascita della sua opera deriva da un bisogno personale che, pubblicando, ha reso condiviso, relativo alla presenza di un testo completo e complesso avente come protagonista l'intera famiglia Mozart. Un testo né troppo tecnicistico né squisitamente specialistico, focalizzato esclusivamente sulla figura di Wolfang. Piuttosto, "I Mozart, come erano" risulta un'opera inclusiva in quanto contemplante tutte le figure della famiglia unitamente ad altri personaggi che gravitano intorno ad essa. Le fonti che fungono da base all'intero testo sono rappresentate dall'epistolario mozartiano che copre un arco temporale che va dal 1755 al 1791 unitamente ad alcuni estratti del diario privato della sorella Nannerl.
Scorrendo le pagine de "I Mozart, come erano" emerge proprio questo:
- attenzione ai dettagli circa la narrazione delle esperienze riportate;
- presenza cortese e non invadente dell'autore tra le pagine;
- cura nella selezione degli approfondimenti offerti al lettore.

Entrando più nello specifico dei punti sopracitati, è possibile dichiarare che al lettore giunga non solo una mole contenutistica di un certo valore ma anche una percezione di minuziosa e curata preparazione del testo che Diego Minoia gli propone.
Risulta anche piacevole la presenza costante dell'autore - voce narrante ed espressiva - che accompagna nella lettura, offrendo, sempre con discrezione, i suoi punti di vista o di vicinanza emotiva. Questo atteggiamento stilistico fa emergere il reale sentimento che muove lo scrittore nei confronti dei personaggi che racconta quasi co-partecipando, sotto differenti aspetti, alle loro vicende di vita.
Già dal titolo, "I Mozart, come erano" è possibile notare un senso di confidenza che Minoia manterrà per tutto il testo. In effetti, anche se non è presente un punto di domanda, il titolo dell'opera apre a un moto di indagine curiosa che mantiene viva la lettura fino alla fine del volume.
Nella prima parte in cui minuziosamente vengono delineati i ritratti di tutti i componenti della famiglia Mozart, appare subito chiaro che Leopold, il padre, e Wolfang, il genio musicale, "rubano la scena", anche da un punto di vista quantitativo di pagine a loro dedicate, rispetto alle figure femminili della famiglia: la madre Anna Maria e la sorella Maria Anna detta Nannerl, seppur con galanteria in quanto presentate per prime. In questo contesto, è possibile apprezzare i parallelismi con la società attuale come per esempio accade a pagina 136 in cui l'autore afferma che: "oggi, probabilmente, nelle scuole sarebbe sottoposto a valutazione per iperattività e ipercinetismo" riferendosi al giovane Wolfgang. Tale dettaglio rende più umano, attuale e tangibile il grande genio, proprio secondo l'intento che Minoia esprime sin dall'inizio del suo testo. Quindi, l'autore si propone quale fedele accompagnatore che non perde mai di vista protagonisti e lettore, tenendo entrambe per mano.
La musica è sempre presente come sfondo all'opera e lo è a più livelli; un primo, più evidente relativo alle composizioni mozartiane e ad altre informazioni più specifiche afferenti a tale argomentazione, e uno più profondo e metaforico rintracciabile in alcune espressioni linguistiche originali dell'autore: quando, per esempio, si riferisce alle prime opere di Mozart definendole "vagiti compositivi".
Gli approfondimenti presenti nel testo risultano essere molteplici e molto interessanti. Essi sono evidenziati con uno sfondo grigio, di modo che possano essere più facilmente individuati e rintracciati, anche visivamente, dal lettore.
Lo stile di scrittura adottato da Diego Minoia risulta pulito, scorrevole e personale, senza scadere nel didascalico nonostante si riferisca comunque a una cronologia storica degli eventi narrati.
La suddivisione in parti del volume rende la consultazione del testo agevole al lettore, il quale può scegliere se compiere una lettura lineare e consequenziale oppure più specifica, a seconda delle necessità del momento. Pertanto, nonostante l'imponente consistenza del testo, la percezione è quella di una narrazione leggera, non nel senso di superficiale, piuttosto di sapiente uso della lingua e delle modalità di trasmissione di cui Minoia risulta essere abile detentore, capace di trasmettere con chiarezza e semplicità concetti - anche di natura storico-culturale - quali, per esempio, il fenomeno dell'Illuminismo.
In questo senso "I Mozart, come erano" risulta un testo dalla natura non solo ludica ma anche formativa e arricchente. Il pubblico al quale si rivolge potrebbe essere quindi trasversale: dallo studioso, all'amatore, all'appassionato di biografie.
L'opera termina con la sesta e ultima parte dedicata al "Grand Tour" mozartiano narrato ancora una volta con rinnovata e minuziosa dovizia da parte dell'autore in ogni sua tappa. Anche in questo caso viene mantenuta accesa la curiosità nel lettore dichiarando sin da subito la particolarità del viaggio: compiuto al contrario rispetto ai dettami dell'epoca. Inoltre, il I volume termina proprio con l'ampia e metaforica tematica del viaggio, ad indicare che il percorso continua così come il piacere di narrare e condividere attendendo il lettore nel secondo volume.
A conclusione del testo, si rintraccia una parte contenente le numerose pubblicazioni dell'autore e una ricca bibliografia di riferimento al testo. Un dettaglio significante volto ad indicare l'instancabile passione ad apprendere, per poi condividere con l'Altro, ciò che più muove l'autore: la musica e tutte le propaggini ad essa connesse.
"I Mozart, come erano" risulta un testo completo, curato nella forma, nella sintassi e nei contenuti. Un'opera trasversale e arricchente. L'impatto risulta "orecchiabile", per proseguire la metafora musicale portata avanti dall'autore, nonché appagante.
(Sveva Borghini)
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